GLI EDITORIALI
Scie o no si salvi chi può.
Ragionamento in libertà del Comitato Sardo.
La lotta contro le scie chimiche è a un'impasse, non possiamo nascondercelo.
La lotta langue, rimaniamo i soliti 4 gatti spauriti, anche se agguerriti, anche se stiamo cercando di mettere
in piedi un Comitato Nazionale e trovare uno sponsor, nel senso di politico e simile,
che si accorga della cosa e faccia casino. E la lotta su internet rimane piuttosto sterile, non lo nascondiamo.
Ma le speranze che qualcosa cambi, che qualcuno "che può" ci dia una mano sono davvero ridotte.
E potete immaginare perché.
Allora la nostra lotta si "riduce" all'informazione, continuiamo a sentire come dovere
quello di mettere in luce ciò che accade, per un moto della coscienza che di fronte alla falsità,
e alla ricerca della verità, sente che le cose non possono continuare così.
Ma se pochi ci vogliono ascoltare, allora per quei pochi lottiamo ancora.
E poi si salvi chi può. Ogni mezzo è lecito. Almeno, alla fine, NOI potremo dire:
"Noi non c'entriamo con questo disastro…"
In questo ultimo anno di battaglia, con gli occhi rivolti continuamente al cielo, perdendo tempo a scrutare le mappe e le foto satellitari, a rispondere alle e.mail, cercare documenti, conferme, smentite, è certo oramai che uno dei loro obiettivi principali è quello di FARE DIMINUIRE LE PRECIPITAZIONI. Lo dimostra il fatto che per tutto luglio 2007, quando l'alta pressione era stabilissima, i Tankers sulla Sardegna si sono visti raramente. Sicuramente molto meno del 2006. A luglio abbiamo visto le scie ai margini dell'alta pressione che stazionava sul Mediterraneo, gli aerei tentavano evidentemente di mantenere il bel tempo, o meglio, le alte temperature. Ma sui cieli della Sardegna non abbiamo avvistato una che fosse una scia, né chimica né di condensa. Ulteriore dimostrazione che quando passano quegli aerei bianchi, non lasciano solo vapore dietro di sé… Perché proprio Luglio è il mese con la più alta densità di traffico aereo sulla nostra isola. E come mai allora gli aerei commerciali e di linea quasi non si vendevano ne si sentivano? La risposta è ovvia.
Nel mese di Agosto sono arrivate le prime nubi dall'Atlantico, come è sempre successo a metà estate. Ed ecco, come per magia, rispuntare i Tankers sul Mediterraneo, di giorno e di notte a sporcare il cielo, senza nessun timore di essere avvistati. All'apparire dei fronti nuvolosi, piccoli o grandi, hanno scaricato il loro veleno, nel tentativo evidente di bloccare le nuvole e assorbirne l'umidità. Risultato: poca pioggia, quasi nulla. Una bella strategia.
La domanda che ci poniamo tutti è: perché vogliono che non piova? Siamo noi cosí
in malafede e prevenuti che vediamo nemici dappertutto? Eppure noi non crediamo di avere verità in mano.
Vogliamo solo capire.
Allora cambiamo la domanda: perché DOVREBBERO volere che non piova? Sono così pazzi
che ci vogliono far morire di sete, o costringerci a comprare l'acqua dalle multinazionali?
Siamo convinti che più che farci morire di sete vogliono, in una maniera ancora più subdola e più forte,
controllarci: come già fanno con la vita comicata che ci costringono a vivere, le banche, la politica,
la TV, la disinformazione. Con la paura e la.... sete ci avranno in maniera completa.
La paura del terrorismo, delle malattie, della vecchiaia, della morte. Con la paura di morire di sete.
L'acqua è il nuovo oro, senza acqua chi campa?
È ovvio che chi gestisce il clima e l'acqua ha in mano il mondo,
l'uomo, le menti degli esseri viventi.
Non c'è da stupirsi allora se pensiamo che tutta la politica dei governi più potenti,
dei loro servizi segreti e degli eserciti, alleati delle multinazionali, è orientata alla conquista
di maggiore energia, denaro, persone, menti.
Allora c'è poco da spiegare. Resta la speranza che qualcosa accada, che prima o poi l'umanità, quella vera, si dispieghi e reagisca. Ci vuole una forte presa di coscienza del singolo. E questo può avvenire solo con molto tempo a disposizione. Quanto ne abbiamo? Questa è la domanda fondamentale...
Ci rivolgiamo allora a tutti gli iscritti e a tutti coloro che leggeranno questo articolo: inviateci una e.mail a info@sciesardegna.it, esprimendo la vostra opinione sul da farsi, come possiamo agire in maniera più concreta per dare uno scossone, cercare di smuovere la situazione ed uscire dall'impasse.
Grazie
Il Comitato Scie Sardegna





