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L'editoriale di Antonello Lupino

A chi non è capitato di alzare lo sguardo al cielo e notare una o più scie bianche… intuendo che in quel preciso istante segnalassero il passaggio di un aereo. Quante volte ci siamo sforzati, prima che la scia scomparisse dopo qualche minuto, nel cercare l'aereo che produceva questa sorta di filo di seta nel cielo! Purtroppo, dopo qualche minuto la scia spariva e non riuscivamo a capire di quale aereo si trattasse.

Ma ai nostri giorni assistiamo ad uno strano fenomeno correlato a quelle scie che da bambini osservavamo comparire nel cielo. È il fenomeno delle scie chimiche.

Perché "chimiche"? Perché sin dai tempi della tristemente nota guerra del Vietnam, l'essere umano ha cercato di usare la tecnologia aerea per irrorare vaste aree con sostanze chimiche e quant'altro di orrendamente pericoloso per la natura e la specie umana; era l'epoca del "famoso" Agente Arancio.
Eravamo convinti che non avremmo più assistito a simili strategie, ma invece... da qualche tempo stiamo assistendo al ripetersi di quel triste fenomeno. Se sia o meno pericoloso per l'essere umano, lo diranno le analisi che stanno conducendo gli esperti di tutto il mondo (fra cui io stesso).

Il mio personale approccio con le scie chimiche iniziò per caso. Era il 1997 e stavo effettuando una ricerca su alcuni casi di avvistamento di oggetti volanti non identificati (UFO) avvenuti a Portorico e a Cuba. Casualmente mi inviarono un dossier che il governo cubano fornì alle Nazioni Unite, in cui si presentava una formale protesta contro l'irrorazione sul proprio territorio, da parte di un aereo statunitense, di una sostanza chimica che aveva prodotto sul suolo cubano una serie di "effetti collaterali". Studiando quel dossier, la mente tornò indietro a qualche tempo prima, in cui notai delle scie aeree in cielo, che permanevano e non si diradavano, come solitamente accadeva. La mia memoria quindi tornò a frugare nei suoi "archivi" dell'adolescenza, quando ad Orosei, un paese sul mare in provincia di Nuoro, guardavo spesso il cielo, intento ad osservare affascinato le evoluzioni che gli aerei da caccia, sia italiani che americani, compivano sopra le nostre teste. Ma la mia memoria non aveva mai registrato esposizioni così lunghe delle scie aeree. Decisi allora di approfondire la mia ricerca sulle scie, cercando con l'ausilio di Internet, altresì investigando di persona, ulteriori informazioni sul fenomeno. Rimasi sconcertato nell'apprendere che negli Stati Uniti d'America e in Canada, questo fenomeno era tutt'altro che un mistero. Decisi di occuparmene non perché poteva essere "di moda", ma perché a mio avviso era un fenomeno che sicuramente avrebbe avuto una escalation e con il tempo avrebbe coinvolto sempre più gli ignari esseri umani.

Non posso raccontarvi quanto mi sia costato portare avanti l'informazione e la discussione su questo fenomeno in tempi in cui lo stesso non era così evidente come oggi!

In effetti, il fenomeno inizia con la "normale" osservazione del passaggio di aerei, civili e militari sopra i centri abitati o sulle campagne, i quali ad un certa quota, data l'area rarefatta e le basse temperature, lasciano le inconfondibili scie di condensazione che ne contraddistinguono il transito.

In alcuni casi (normalmente è così) le scie lasciate da questi velivoli, a causa di fenomeni chimico/fisici naturali, scompaiono dopo alcuni minuti.

In altri casi (e qui c'è l'anomalia!) le scie, lungi dallo scomparire, permangono in cielo anche per ore, sino a quando, espandendosi nell'aria ed a volte elettrizzandosi inspiegabilmente, creano una sorta di cappa che permane nel cielo sopra i centri abitati e le zone limitrofe.

Questo fenomeno è stato chiamato da noi esperti "Chem Trails" ovvero Scie Chimiche.

Questa anomalia si nota maggiormente nei grandi spazi, dove lo sguardo può spaziare nel cielo intorno. In effetti si può notare che, mentre la porzione di cielo dove si è verificata questa anomalia risulta quasi bianca e molto densa, la parte opposta non interessata dal passaggio di velivoli, risulta essere limpida, con nuvole normali ed un cielo sereno.

Com'è possibile?

Vari fattori ci portano a concludere che questi episodi non siano solo speculazioni per pubblicare articoli o fomentare malumore. In effetti, ci sono molte prove e molte testimonianze raccolte che dimostrano che da molto tempo prima della guerra del Vietnam, alcuni governi studiavano i sistemi migliori per irrorare di sostanze chimiche, o altro, le zone di interesse strategico.

Ma purtroppo spesso la ricerca della verità si scontra con gli interessi militari/industriali/governativi, che attraverso fonti ufficiali più o meno discutibili, tacciono la realtà dei fatti riducendone e distorcendone l'importanza.

È per questo che la ricerca di esperti in tutto il mondo, ma soprattutto negli Stati Uniti ed In Italia ha subito negli ultimi tempi un'impennata, portando prove più consistenti alla già ricca documentazione in possesso degli addetti ai lavori. In Italia, primo Paese dell'Unione Europea in cui si sono svolte delle ricerche sulle Scie Chimiche, il sottoscritto ed il direttore della rivista "Nexus Italia", Tom Bosco, collaborando con i loro colleghi d'oltre Oceano, hanno pubblicato molti lavori in tal senso, partecipando anche a numerose conferenze sul tema, allo scopo di sensibilizzare la gente. Ed ora, con mio immenso piacere noto che molte altre persone, compreso il nutrito ed agguerrito gruppo del Comitato "Scie Sardegna", hanno intrapreso la strada della ricerca sulle scie chimiche, che io intrapresi tredici anni or sono.

Nel tempo trascorso, grazie anche ad amici conosciuti lungo la strada di questa ricerca, sono state prodotte molte prove importanti, che ci hanno portato (così come è giusto che sia) a rivolgerci alle Istituzioni, e porre alcune interpellanze parlamentari sul perché, ma soprattutto su CHI vuole tutto questo. Lungi dall'essere esaustive, le risposte fornite dai nostri rappresentanti governativi sono state talmente sterili e di ovvia banalità, che non vale la pena di citarle per esteso.

Tornando a Noi, per capire meglio questo fenomeno, ma soprattutto per dare ai nostri simili una alternativa affinché tutto quello che c'è di negativo dietro questo fenomeno cessi una volta per tutte, c'è bisogno di tutti Voi che leggerete questa editoriale.

Perché siate più attenti ai problemi che uno sparuto gruppo elitario sta causando a tutta l'umanità, e perché ciò che io ed altri dopo di me stiamo facendo per questo Pianeta (inteso come varietà di biodiversità) non vada perso. Spero che sappiate essere saggi e ragioniate con la vostra testa, riappropriandoVi di quella qualità che ci rende unici e che si chiama "UMANITA".

Io sono molto ottimista per il futuro, e lo sono ancora di più da quando ho conosciuto i ragazzi e le ragazze del Comitato Scie Sardegna, che con il loro entusiasmo mi fanno presagire che per i "signori delle scie" ci saranno tempi duri.

Ed allora, un augurio che sappiate vedere oltre i colori e le coordinate geografiche, ma che soprattutto siate causa e non effetto in questo grande gioco in cui la posta è la sopravvivenza di tutti gli esseri umani.

Antonello LUPINO
Direttore del Centro Ufologico Internazionale


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